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CUFFARO PIANGE A REBIBBIA, MENTRE LA GNOCCA IN ITALIA IMPERA


      L’ultima volta che ho scritto di Cuffaro è stato circa due anni fa, vi ricordate di quando si rifugiò nel Congo per spalleggiare la “DC” locale? Certo, di questo mignottaio di Paese avrei dovuto scrivere di prostitute, papponi e malati di mente, ma il nesso c’è, il legame fra i cuffaro e i vertici di certa politica sono indissolubili.

La Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia e rivelazione di segreto istruttorio; almeno non si è dato alla fuga come fece a suo tempo Craxi, che oggi si ritrova inaugurata una piazza in quel di Lissone, o come fa da diverso tempo il suo pupillo, premier acclamato dagli italioti.

Appena arrestato ha ricevuto visite da Compagna, senatore del Pdl  e insieme si sono commossi, “hanno pianto insieme” scrivono su la Repubblica, mentre Alfano (ricordo: ministro della Giustizia) ci tiene a dichiarare che non ci sarebbe alcun “nesso” tra la vicenda dell'ex governatore della Sicilia e quella di Berlusconi, che ha deciso di non recarsi dai pm di Milano: “Uno è condannato, l'altro semplicemente indagato. E non è vero che non va dai magistrati, perché non va dai pm, ma si recherà davanti ai suoi giudici naturali”.

Fra cani …

Pubblicato il 24/1/2011 alle 11.57 nella rubrica politica int..

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