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11 SETTEMBRE - LE UNICHE VERITA'


11 settembre, gli anni passano e il mistero resta.

Non sono coperte da mistero invece le cause delle inutili morti di migliaia di innocenti in Iraq, in Afghanistan e le conseguenti ripercussioni nei Paesi dell’area mediorientale e nel mondo intero..

Solo ieri il presidente degli Stati Uniti ha ricordato con Bin Laden la lotta all’estremismo Islamico, sottolineando la necessità di scovare il pericolo n°1 del Pianeta, costi quel che costi (?)….E intanto guerre, occupazioni, torture, distruzione del patrimonio culturale mondiale ad opera della coalizione occidentale proseguono nell’indifferenza dei popoli non coinvolti direttamente.

Il curriculum di violenza degli USA

Fonte: Quaderni Satyagraha

Subito dopo l'11 settembre 2001 Zoltan Grossman ha preparato un elenco su "Un secolo di interventi militari USA da Wounded Knee all’Afghanistan", basati sui Congressional Records ed il Library of Congress Congressional Reserch Service. La sua lista comprende un elenco di 134 interventi grandi e piccoli, interni e globali, nel corso di 111 anni, dal 1890 al 2001, con la media di 1,15 interventi per anno prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, e una media di 1,29 dopo; registrando un piccolo aumento.
Se noi restringiamo l'attenzione al periodo di 11 anni dopo la fine della Guerra Fredda, troviamo 22 interventi, cioè una media di 2,0 per anno. Questo dato è compatibile con l'ipotesi che via via che un impero o una egemonia si espande è necessario un maggior numero di interventi per la sua protezione.

William Blum nelle trecento pagine nel suo libro "Stato Canaglia: una guida all'unica superpotenza Mondiale", ci offre molti dettagli. Alcuni di questi possono essere discussi. Ma la nostra attenzione è rivolta alle vittime, ai loro familiari, ai profughi, alla distruzione delle opere umane e dell’ambiente naturale, ai danni procurati alle istituzioni e alla cultura da una tale enorme propensione alla violenza. Confrontato con tutto questo, quello di cui Bin Laden è accusato è piuttosto modesto: le bombe del 1993 al World Trade Center, le bombe del 1998 alle ambasciate USA a Nairobi e Dar es Salaam, l’attacco con una bomba al cacciatorpediniere Cole in un porto dello Yemen, e l’11 settembre 2001. Non si possono negare alcuni validi moventi. Ma ci rifiutiamo di credere che la violenza fosse l’unica possibilità a cui ricorrere.

Blum fa un elenco di 67 "Interventi Globali dal 1945", includendo interventi non-militari e molta violenza indiretta sostenuta dagli Usa. In ordine cronologico sono: Cina dal '45 al '51, Francia '47, Isole Marshall dal '46 al '58, Italia dal '47 agli anni 70; Grecia dal '47 al '49, Filippine dal '45 al '53, Corea dal '45 al '53, Albania dal '49 al '53, Europa Orientale dal '48 al '56, Germania anni 50, Iran '53, Guatemala dal '53 agli anni 90, Costa Rica anni 50, Medio Oriente dal '56 al '58, Indonesia dal '57 al '58, Haiti '59, Europa Occidentale anni 50 e 60; Guyana Britannica dal '53 al '64; Iraq dal '58 al '63, Unione Sovietica dagli anni 40 agli anni 60, Vietnam dal '45 al '73, Cambogia dal '55 al '73, Laos dal '57 al '73, Thailandia dal '65 al '73, Ecuador dal '60 al '63, Congo-Zaire '77 -'78; Francia-Algeria anni 60, Brasile dal '61 al '63, Perù '65, Repubblica Dominicana dal '63 al '65, Cuba dal '59 ad oggi, Ghana '66, Uruguay dal '69 al '72, Cile dal '64 al '73, Grecia dal '67 al '74, Sud Africa dagli anni 60 agli anni 80, Bolivia dal '64 al '75, Australia dal '72 al '75, Iraq dal ’72 al ’75, Portogallo dal '74 al '76, Timor Est dal '75 al '99, Angola dal '75 agli anni '80, Giamaica '76, Honduras anni 80, Nicaragua dal '78 agli anni 90, Filippine anni 70, Seychelles dal '79 al '81, Yemen dal '79 al '84, Corea del Sud ’80, Ciad '81 e '82, Grenada dal '79 al '83, Suriname dal '82 al '84, Libia dal '81 al '89, Fiji '87, Panama '89, Afghanistan dal '79 al '92, El Salvador dal '80 al '92, Haiti dal '87 al '94, Bulgaria '90 e '91, Somalia '93, Iraq negli anni ’90, Perù negli anni ’90, Messico negli anni '90, Colombia negli anni '90; Yugoslavia dal '95 al ‘99.

In 25 casi gli interventi hanno assunto la forma di bombardamenti: Cina '45 e '46, Corea-Cina dal '50 al '53, Guatemala '54, Indonesia '58, Cuba '60 e '61, Guatemala ’60, Vietnam dal '61 al '73, Congo '64, Perù '65, Laos dal '64 al '73, Cambogia '69 e '70, Guatemala dal ’67 al ’69, Grenada '83, Libano-Siria '83 e '84, Libia '86, El Salvador anni 80, Nicaragua anni 80, Iran '87, Panama '89, Iraq dal '91 ad oggi, Kuwait '91, Somalia '93, Sudan '98, Afghanistan '98, Yugoslavia '99.
In 35 casi sono stati messi in atto assassini, tentati o riusciti, di personalità, inclusi capi di Stato, e l'assistenza alla pratica della tortura ha riguardato 11 paesi (Grecia, Iran, Germania, Vietnam, Bolivia, Uruguay, Brasile, Guatemala, El Salvador, Honduras, Panama). Molto veementi sono state le reazioni contro leader che in precedenza abbiano lavorato per gli Usa, perché avevano un nemico comune: Pol Pot, Manuel Noriega, Saddam Hussein, Mohammad Aidid e Osama Bin Laden.
Blum, inoltre, elenca 23 paesi dove gli USA hanno "falsato le elezioni", interferendo nei processi democratici: Italia dal '48 agli anni 70, Libano negli anni 50, Indonesia '55, Vietnam '55, Guyana dal '53 al 64, Giappone dal '58 agli anni 70, Nepal '59, Laos '60, Brasile '62, Repubblica Dominicana '62, Guatemala '63, Bolivia '66, Cile dal '64 al '70, Portogallo '74 e '75, Australia '74 e '75, Giamaica '76, Panama '84 e '89, Nicaragua '84 e '90, Haiti '87 e '88, Bulgaria '91 e '92, Russia '96, Mongolia '96, Bosnia '98.

Gli interventi hanno attraversato, con notevoli sovrapposizioni, quattro regioni:

Regione I Asia orientale Buddhista-confuciana
Regione II Europa orientale Cristiano-ortodossa
Regione III America Latina Cristiano-Cattolica
Regione IV Asia occidentale Islam

Il primo centro dell’intervento USA è stata l’Asia orientale (Corea, Vietnam, Indonesia; ma anche Iran), un intervento estremamente violento.
Il secondo è stata l’Europa orientale (inclusa l’Unione Sovietica), la Guerra Fredda che fortunatamente non è diventata calda, almeno non in Europa, anche se la guerra fredda è continuata nell’Asia orientale. In questo, la presenza di una contro-superpotenza ha contribuito molto, e quando quella superpotenza è sparita la violenza USA è stata esercitata sul territorio Ortodosso, in Serbia e Macedonia.
Il terzo è stato in America Latina, allargandosi più o meno a tutti i paesi dopo aver iniziato e tratto impulso da Cuba. La violenza è stata micro e meso, non la macro violenza dell’Asia orientale, per non dire la mega violenza temuta per il “teatro” europeo.
Il quarto è nell’Asia occidentale, cominciato con la Palestina e l’Iran, poi la Libia e il Libano/Siria, e negli anni ’90 con l’Iraq, l’Arabia Saudita (per le basi militari) e l’Afghanistan.
Fonte: Quaderni Satyagraha

Pubblicato il 12/9/2010 alle 13.55 nella rubrica politica est..

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