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Perchè un folle?

Volevo addormentarmi con un buon libro ieri sera, ma non ho trovato Bagattelle per un massacro, di Louis Ferdinand Céline...eppure era li, in quella seconda fila, dietro quella fotografia..qualcuno l’avrà preso. Devo abituarmi a chiudere la mia biblioteca ai parenti. Me l’hanno fregato, ne sono certo.

Ci sono degli autori che lasciano segni indelebili nel nostro pensiero, Céline mi ha regalato un’analisi diversa, anticonformista, a volte irrazionale e lucida, estrema, profetica della nostra esistenza.

Solinas disse di lui: “fu anarchico e razzista, reazionario nel suo essere rivoluzionario, modernissimo eppure negatore del progresso, cane sciolto senza padroni che a forza d’abbaiare alla luna si trasformò in lupo, mostrò i denti, azzannò e alla fine da predatore si ritrovò preda, inseguito, braccato, preso e punito”. Ma “non per questo domato”.

      Vi avverto che non è per tutti. Non vi avvicinate alla lettura di Céline se siete pecore mansuete.

      Non fermatevi a giudicare Céline per il suo antisemitismo, cercate di cogliere altro in lui, se ne siete capaci.

 A proposito del mestiere dello scrittore Céline afferma che l’esperienza conta più di tutto e giudica con sarcasmo coloro che hanno imparato la vita dai libri, dice che lo stile, più di tutto, nell’arte, è costituito dalla capacità di emozionare:” Non è colpa loro... non han colpa, questi grandi scrittori... Sono votati, sin dall’infanzia, sin dalla culla per così dire, all’impostura, alle pretese, agli arzigogoli, alle imitazioni... Sin dai banchi di scuola, hanno cominciato a mentire, a pretendere di aver personalmente vissuto ciò che leggevano... a considerare l’emozione “letta”, emozioni di seconda mano, come emozioni personali! Tutti gli scrittori borghesi sono originariamente degli impostori! ladri di esperienze e di emozioni altrui!... Sono partiti verso la vita sulla carrozza dell’impostura!... Continuano... Hanno cominciato la vita con l’impostura... con gli studi classici... [...] Si sono sentiti superiori, nobili, , “chiamati” speciali, sin dal sesto anno della loro età... Tutto un mondo emotivo, tutta una vita, tutta la vita, separa le scuole comunali dagli studi classici... gli uni andranno sempre di pari passo con l’esperienza, gli altri saranno sempre istrioni [...] Non hanno mai visto nulla... umanamente parlando... hanno imparato l’esperienza sulle traduzioni greche, la vita sulle versioni latine”.

Pubblicato il 17/1/2007 alle 9.56 nella rubrica arte.

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