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28 gennaio 2011

Grande Capo Culo Flaccido

Un tempo, quando da ragazzini leggevamo i fumetti sull'epopea del West, ci si imbatteva nei "musi rossi" e nel "viso pallido".
Oggi, molto più prosaicamente, nello sfogliare le squallide e grottesche cronache del Rubygate si sbatte contro il ... "culo flaccido" di Mister B.





l'ho trovata carina e l'ho copiata da qui:
http://frisbee.ilcannocchiale.it


24 gennaio 2011

CUFFARO PIANGE A REBIBBIA, MENTRE LA GNOCCA IN ITALIA IMPERA


      L’ultima volta che ho scritto di Cuffaro è stato circa due anni fa, vi ricordate di quando si rifugiò nel Congo per spalleggiare la “DC” locale? Certo, di questo mignottaio di Paese avrei dovuto scrivere di prostitute, papponi e malati di mente, ma il nesso c’è, il legame fra i cuffaro e i vertici di certa politica sono indissolubili.

La Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia e rivelazione di segreto istruttorio; almeno non si è dato alla fuga come fece a suo tempo Craxi, che oggi si ritrova inaugurata una piazza in quel di Lissone, o come fa da diverso tempo il suo pupillo, premier acclamato dagli italioti.

Appena arrestato ha ricevuto visite da Compagna, senatore del Pdl  e insieme si sono commossi, “hanno pianto insieme” scrivono su la Repubblica, mentre Alfano (ricordo: ministro della Giustizia) ci tiene a dichiarare che non ci sarebbe alcun “nesso” tra la vicenda dell'ex governatore della Sicilia e quella di Berlusconi, che ha deciso di non recarsi dai pm di Milano: “Uno è condannato, l'altro semplicemente indagato. E non è vero che non va dai magistrati, perché non va dai pm, ma si recherà davanti ai suoi giudici naturali”.

Fra cani …


22 dicembre 2010

PROTESTA STUDENTESCA



Coerenti questi "nostri" governanti.

"Sono costretto a protestare a nome della città contro le decisioni assunte dalla sezioni II e V del tribunale di rimettere in libertà in attesa di giudizio quasi tutti imputati degli incidenti del giorno 14". Gianni Alemanno, sindaco di Roma, se la prende con i magistrati. Un agguato contro un 23enne, una molotov contro l'ambasciata Urss, un tentativo di bloccare il corteo di Bush padre a Roma. Tre volte accusato, con 8 mesi di carcere. Poi sempre assolto.

Novembre 1981 per aggressione di uno studente di 23 anni. (Ansa, 20/11/1981)

Nel 1982 viene fermato per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando poi 8 mesi di carcere a Rebibbia. (Ansa, 15/05/1988)

Il 29 maggio 1989 viene arrestato a Nettuno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficiale, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione della visita del Presidente Usa George H. W. Bush (Ansa 29 e 30/05/1989).

"E' evidente che queste persone hanno dimostrato di essere soggetti molto pericolosi per la nostra città", ha detto ancora.

Gasparri, quello dell'arresto preventivo:  "Voglio fare un appello: genitori, dite ai vostri figli di stare a casa. Quelle manifestazioni sono frequentate da potenziali assassini. Vanno evitate". Era il 1993 quando diede l"assalto" al Parlamento, insieme a numerosi missini, fra i quali Buontempo, Mania, Pasetto; quando era presidente del Fuan, l’organizzazione universitaria della destra radicale, indicava un’altra strada agli aderenti: “dobbiamo sempre porci come alternativa al sistema e mai perdere gli autobus rivoluzionari”, affermava durante il convegno “La destra e il ‘68?....ma lui era un fifone, racconta Alemanno al giornalista Luca Telese: " Il ricordo più nitido che mi viene in mente è quando un giorno, al liceo Tasso, vidi Gasparri e Tajani squagliarsela, inseguiti dagli altri studenti»  Da dirigente del Fronte della gioventù, si racconta, evitava qualsiasi tipo di scontro e oggi è uno dei pochi superstiti politici di quegli anni che non porta addosso nessun segno tangibile.

Sono in molti che da parlamentari sono divenuti sprezzanti del pericolo e ricordo gli episodi della Lega in cui il caporione Maroni cercò di fermare l'avanzata dei poliziotti durante la perquisizione di una sezione leghista: condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale....

Auguri ragazzi e usate la testa.



13 dicembre 2010

ACCOMPAGNO MIA FIGLIA AD OCCUPARE



"Papà, a scuola ci sarà l'occupazione, che ne pensi?"

"Figlia mia, ti accompagno io, tu occupa e poi ne parliamo".


E così, da buon padre, ho consigliato a mia figlia di partecipare alla protesta in atto in tutte le scuole italiane con una forma di lotta da me condivisa...almeno nel modo in cui è stata attuata nel liceo in questione.

Per una settimana i ragazzi hanno vissuto nella scuola una nuova esperienza di aggregazione e partecipazione attiva alla politica senza strumentalizzazioni di partiti o movimenti politici giovanili, prendendo coscienza del ruolo attivo che ogni individuo deve svolgere nella vita comunitaria, nella società insomma, dove i grandi sono occupati a rincorrere le proprie ricchezze adulterate, fregandosi del futuro dei propri figli.
Complimenti ai ragazzi, anche se troppo, ma troppo "buoni".
 


5 ottobre 2010

Attentato a Belpietro, io non ci credo.

  

   Basta con tutte le stronzate sugli attentati, dopo la bufala del terrorismo internazionale, con il quale si vogliono manipolare le menti di sei miliardi di persone, pretendono di farci bere la storiella dell'attentato a Belpietro. La colpa è di Di Pietro e dell'estrema sinistra (chi l'ha vista?), di Al Qaeda e un qualunque Mohammed....Io vedo un solo terrorismo, quello di stato. Quel terrorismo che ha travolto il mondo con la strategia dello shock.

http://www.altrainformazione.it/wp/terrorstorm/la-strategia-dello-shock/

L'incredibile caso Belpietro invece lo trovate qui:
http://video.excite.it/attentato-belpietro-dubbi-sul-web-una-montatura-V53812.html

Uomini siate non pecore matte...



15 settembre 2010

LA BRAMBILLA COME NON L'AVETE MAI VISTA: MERITOCRATICA

Meritocrazia

Giovani, o quasi, “particolarmente” meritevoli, che, per spiccate capacità tecniche, vengono insediati al vertice di un Ente pubblico. Probabilmente anche il Ministro della Funzione Pubblica (che tace) è favorevole a scelte che incideranno certamente sull´efficienza e sull´economicità di gestione del suddetto Ente.

La Brambilla nomina tre giovani di belle speranze all’Aci.  Il ministro mette ai vertici dell’Aci tre manager che si sono fatti da soli. Uno è il suo fidanzato, il secondo è il figlio di La Russa e il terzo è il pargolo del consulente berlusconiano Bruno Ermolli. Trovare lavoro ai giovani e valorizzare i loro talenti è una missione nobile e importante: basta con questo Paese dominato dagli ultrasettantenni. E nessuno meglio di Maria Vittoria Brambilla - una vita a sgambettare nelle discoteche prima di diventare misteriosamente ministro - è consapevole dell’esigenza di un ricambio generazionale in questo Paese.Avendo preso molto sul serio questo suo impegno, la signora Brambilla ha appena trovato lavoro a due giovani - non ragazzini, ma insomma under 40 - molto bravi e promettenti. Uno si chiama Massimiliano, ha 38 anni ed è un simpatico ragazzo che…ama le camicie rose e le cravatte azzurre, già noto negli ambienti accademici internazionali per essere stato fidanzato con Cristina Dal Basso del Grande Fratello, accanto alla quale è apparsa sulle pagine del settimanale “Chi”.

Da ieri, l’ottimo Massimiliano è commissario straordinario dell’Aci, l’umile lavoro che gli ha appunto trovato la signora Brambilla, nella sua qualità di ministro del Turismo. Si ignora al momento l’entità della sua retribuzione ma si ha motivo di ritenere che Massimiliano non avrà il problema di arrivare a fine mese.

Del tutto casuale, ovviamente, il fatto che Massimiliano sia figlio dell’imprenditore Bruno Ermolli, uno degli imprenditori italiani più potenti e vicini a Berlusconi, che da anni ricopre cariche di ogni tipo a Mediaset e in Mondadori, oltre ad avere le mani in pasta in tutti i business pubblici-privati italiani (dalla vendita di Alitalia all’Expò di Milano, dalla Scala alla Bocconi).

Siccome tuttavia si sa che ai giovani piace stare insieme, la Brambilla ha pensato che sarebbe stato crudele lasciare il giovane Ermolli da solo all’Aci.

Ecco che allora nella squadra del giovane neocommissario il ministro ha subito inserito anche un altro ragazzo di ottime speranze, tale Geronimo, un trentenne che ha in comune con Ermolli junior la passione per le ragazze uscite dal Grande Fratello (è finito suoi giornali di gossip insieme a Vanessa Ravizza) e più di recente è stato fidanzato con la bionda di ottima famiglia Micol Sabbadini.

Già frequentatore dei locali di corso Como e dintorni (parliamo sempre di Milano, naturalmente) il giovane Geronimo è un grande amante del mare e poco tempo fa ha rilasciato una pensosa intervista spiegando che la sua nuova barca «ha il teak esteso sia nella spiaggetta sia dentro il pagliolato», e lui «ha scelto personalmente il logo sullo scafo». A Geronimo, che è un ragazzo dai valori semplici, piace però soprattutto frequentare gli amici: in particolare Paolo, Barbara, Giovanni e Francesca, che di cognome fanno rispettivamente Ligresti, Berlusconi, Tremonti e Versace. Ah, anche Geronimo in effetti avrebbe un papà piuttosto famoso e potente - al momento fa in ministro della Difesa e si chiama Ignazio La Russa - ma sarebbe ovviamente una calunnia comunista affermare che questo abbia qualcosa a che fare con la sua nomina all’Aci.

Anzi, c’è la certezza assoluta che Brambilla abbia scelto i nuovi boiardi solo con criteri meritocratici, basandosi sulle competenze e non sulla parentele. E questo perché Brambilla è una che prima di nominare qualcuno vuole conoscerlo bene, molto bene. Talvolta benissimo.

Non si spiega altrimenti perché accanto a Massimiliano e Geronimo il terzo nome elevato nella nuova governance dell’Aci sia quello di di Eros Maggioni, 42 anni ottimamente portati, odontotecnico e piccolo imprenditore di Calolziocorte, in provincia di Lecco. Amante dell’equitazione, uomo dal carattere schivo che raramente si fa vedere fuori da Calolzio, è il fidanzato della Brambilla da 19 anni.

di Adriano Botta

Fonte: L’Espresso - Azione Tradizionale


16 gennaio 2010

L'Italia degli sprechi - 40 carceri costruite e inutilizzate!!!

                          

 

     A sentire le ultime sparate del Governo ci dobbiamo aspettare l'ennesimo condono-indulto-sconto e tagli nei processi, per risolvere il problema dell'affollamento delle carceri italiane.
Che l'Italia sia il Paese degli sprechi e delle opere incompiute è ormai una realtà innegabile, ma la cosa che meno mi aspettavo è stto scoprire che sul suolo italiano ci sono almeno 40 istituti di pena, MAI entrati in funzione.

Dal testo di una interrogazione parlamentare, consultabile nel sito del PSD, e da numerose altre attendibili fonti, leggo che, nonostante il "rigore economico" imposto dal governo già con il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, si assiste sempre più spesso all’invocazione da parte del Ministro della costruzione di nuovi istituti penitenziari, eppure, sono molteplici (circa 40) in Italia gli istituti penitenziari già costruiti, spesso ultimati, a volte anche arredati e vigilati, che però sono inutilizzati e versano in uno stato d’abbandono totale:
l’istituto carcerario di Morcone (Benevento), è stato costruito, abbandonato, ristrutturato, arredato e nuovamente abbandonato dopo un periodo di costante vigilanza armata ad opera di personale preposto;

l’istituto carcerario di Arghillà (RC) manca solo dell'allacciamento idrico, ma è per il resto ultimato e dotato di accorgimenti tecnici d’avanguardia;
in Sardegna sono state frettolosamente dismesse ben otto case mandamentali (Ales, Bono, Carbonia, Ghilarza, Sanluri, Santavi, Terralba e soprattutto, per l’eccezionale spreco, Busachi, che, dopo essere costata 5 miliardi di lire, non è stata mai inaugurata);
in alcune regioni, causa della mancata programmazione in funzione dell’estensione, si è costretti all'andirivieni da e per istituti posti al limite provinciale come per Lecce Nuovo Complesso, sorto nel nord di una provincia che si estende per oltre 70 chilometri, quotidianamente percorsi da tutte le Forze dell’ordine provinciali che, ad esempio, potrebbero utilizzare (con semplici adeguamenti tecnici) la casa mandamentale di Maglie solo parzialmente utilizzata per ospitare detenuti semiliberi; ancora maggiore è lo spreco nella stessa provincia, nel comune di Galatina, dove l’istituto penitenziario è del tutto inutilizzato malgrado la posizione strategica;

ad Udine, si registra la chiusura della sezione femminile del penitenziario a fronte di situazioni “sature” in altri istituti, ormai al collasso;
a Gorizia risulta inagibile un intero piano dell’istituto carcerario e non sono stati programmati i necessari lavori, così come a Venezia e a Vicenza, dove la capacità ricettiva è ridotta a 50 unità;
a Pinerolo (Torino), il carcere è chiuso da dieci anni ma è stata individuata l’area ove costruirne uno nuovo;
a Revere (Mantova), dopo 17 anni dall’inizio dei lavori di costruzione, il carcere con capienza da 90 detenuti (costo stimato: 5 miliardi di lire) è ancora incompleto. Non solo, i lavori sono fermi dal 2000 e i locali, costati più di 2,5 milioni di euro, sono già stati saccheggiati;
l’istituto carcerario di Codigoro (Ferrara) che, nel 2001, dopo lunghi lavori, sembrava pronto all'uso, è ad oggi ancora chiuso;
a Pescia (Pistoia), il Ministero ha soppresso la casa mandamentale;
a Pontremoli (Massa-Carrara), il locale istituto femminile, inaugurato nel 1993, con capienza pari a 30 detenute, è attualmente chiuso;
ad Ancona Barcaglione, il penitenziario da 180 posti inaugurato nel 2005, nonostante le spese di mantenimento della struttura vuota ammontassero a mezzo milione di euro all'anno, gli ospiti non sono mai stati più di 20 e i dipendenti 50;
in Abruzzo, nel penitenziario di San Valentino (Pescara), costruito da 15 anni, non ha alloggiato nessun detenuto. Nella struttura vagano solo cani, pecore e mucche;
in Campania, l’istituto di Gragnano (Napoli) è stato inaugurato e chiuso a causa di una semplice frana; lo stesso è accaduto a Frigento (Benevento);
in Puglia, oltre a Minervino Murge (Bari), struttura mai entrata in funzione, c'è il caso di Casamassima (Bari), carcere mandamentale condannato all'oblio da un decreto del Dipartimento;
a Monopoli (Bari), nell'ex carcere mai inaugurato, non ci sono detenuti ma sfrattati che hanno occupato abusivamente le celle abbandonate da 30 anni;
ad Altamura (Bari), si aspetta ancora l'inaugurazione di una delle tre sezioni dell’istituto;
non sono state mai aperte le strutture mandamentali di Volturara Appula (Foggia), 45 posti, incompiuto, e Castelnuovo della Daunia (Foggia), arredato da 15 anni;
Accadia (Foggia), penitenziario consegnato nel 1993, ora del Comune, è inutilizzato;
a Bovino, è presente una struttura da 120 posti, già pronta, chiusa da sempre come ad Orsara, nella stessa provincia di Foggia;
l’istituto di Irsina (Matera), costato 3,5 miliardi di lire negli anni '80, ha funzionato soltanto un anno ed oggi è un deposito del Comune;
gli istituti di Mileto (Vibo Valentia) e di Squillace (Catanzaro) sono stati ristrutturati e poi chiusi. In quello di Cropani (Catanzaro), abita solo un custode comunale. Gli istituti di Arena (Vibo Valentia), Soriano Calabro (Vibo Valentia), Petilia Policastro (Crotone) e Cropalati (Cosenza) sono stati soppressi;
a Gela (Caltanissetta) esiste un penitenziario enorme, nuovissimo e mai aperto;
a Villalba (Caltanissetta), 20 anni fa è stato inaugurato un istituto per 140 detenuti, costato all'epoca 8 miliardi di lire, e che dal 1990 è stato chiuso e recentemente tramutato in centro polifunzionale;
il carcere di Licata (Agrigento) è completato, ma non essendo stato collaudato è ad oggi inutilizzato;
ad Agrigento, sei sole detenute occupano i 100 posti della sezione femminile;
tale disastrosa situazione è stata denunciata più volte dal sindacato della Polizia penitenziaria ma in data 26 novembre 2009, sul sito istituzionale del Ministero, è apparso un comunicato stampa del ministro Alfano vertente sulla costruzione di nuove carceri con fondi dell’Unione europea: proposta che sarebbe divenuta addirittura oggetto di una risoluzione dell’Europarlamento;
non solo, con un emendamento sostenuto dal Governo al disegno di legge finanziaria, verrebbero oggi stanziati 500 milioni di euro dal fondo infrastrutture per la costruzione di nuove carceri o per aumentare la capienza di quelle attuali.

Sempre più incredibile questa nostra politica, inaccettabile lo spreco dei NOSTRI soldi!

i dati sono stati presi dal sito del PSD - Partito Operatori Sicurezza e Difesa -


13 gennaio 2010

LO STATO IN CALABRIA C'E', PAROLA DI MARONI

   


   Da almeno venti anni, sotto agli occhi di tutti, 5000 immigrati si spostano seguendo le stagioni, si chiama nomadismo agricolo: a settembre in Sicilia, tra ottobre e marzo in Calabria, poi in Puglia e in Campania. Se gli va bene vengono pagati 18-20 euro al giorno per 12-14 ore di lavoro, vivono ammucchiati in ex fabbriche ed in bidonville senza acqua e senza luce, sfruttati da imprenditori e mafiosi, dimenticati da enti locali e istituzioni regionali e nazionali.

800 immigrati ammassati nell'impianto (mai entrato in funzione) dell'ex Opera Sila sono più o meno gli stessi che vivevano, in condizioni analoghe, nell'ex cartiera di Rosarno, chiusa dopo il ferimento a pistolettate, un anno fa, di due immigrati e una prima rivolta, gli 800 hanno solo cambiato ''inferno''. Intanto i due Comuni interessati, Rosarno e Gioia Tauro, sono stati (e non e' certo una coincidenza...) sciolti per infiltrazione mafiosa. Ma neanche la diretta gestione da parte delle prefetture attraverso i commissari straordinari è stata capace di dare una svolta.


    Proprio nella tanto disastrata Calabria due paesi della zona ionica, Caulonia e Riace, sono esempi di integrazione, apprezzati e studiati anche all'estero. Addirittura ospitano, su richiesta degli organismi internazionali, i profughi dei campi palestinesi. Dunque, si può agire nella legalità e nella civiltà, e non solo nell'efficiente Trentino dove, in Val di Non, 7000 immigrati, tutti regolari, sono pagati 6,90 euro all'ora per 8 ore di lavoro a raccogliere mele, con vitto e alloggio assicurato dai datori di lavoro, sotto il rigoroso controllo della provincia di Trento e dei Comuni della zona.


    Tutto questo voi già avete potuto avere la possibilità di saperlo, ma forse vi è sfuggito che secondo Maroni  (ultimissima dichiarazione dopo le altre farneticanti), lo Stato in Calabria non è mai venuto a mancare...ma allora, lo Stato è mafia.


Secondo Cuto, della Lega, il terzo manifesto è un falso - i dati del mio scritto sono stati presi da "Avvenire".

    


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permalink | inviato da Ale. il 13/1/2010 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa

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