.
Annunci online

  aleiorio Pensiero e Azione
 
Diario
 


 

 

Questo blog non è a scopo
di  lucro,  non  rappresenta
una  testata giornalistica in
quanto  viene  aggiornato
senza  alcuna  periodicità.
Non è pertanto un prodotto
editoriale  ai   sensi  della 
legge n. 62 del 7.03.2001.
Immagini  e foto  vengono 
perlopiù prese da internet,
qualora   dovessi   violare
diritti vari, comunicatelo e 

provvederò alla rimozione
del materiale. 

  
 

 http://www.wikio.it
  
il Taggatore
 
MigliorBlog.it

BlogItalia.it - La
directory italiana dei blog

Aggregatore notizie RSS

Il Bloggatore

 

Blog Directory

Blog360gradi - L’aggregatore di notizie a 360°
provenienti dal mondo dei blog!

Independent Political Blogs - BlogCatalog Blog Directory

Palestine Blogs - The Gazette

 Visita Top Amici di Web-Link!

 Visita Top Amici di Web-Link!

 Bookmark and Share

 Palestine Blogs - The Gazette
   Sabbah Report - Because Silence Is Complicity!

  La Top dei Super Siti

Locations of visitors to this page

 


23 gennaio 2010

Haiti occupata dalle truppe americane

   

                 

E' una storia tormentata quella degli abitanti di Haiti. Discendono da quegli schiavi portati sull'isola dagli occidentali per sostituire la manodopera indigena sterminata dagli spagnoli con la venuta della “civiltà” di Cristoforo Colombo. Da una stima la popolazione odierna è di 8.385.000 persone, di cui ben 600.000 profughi nell'odiata Santo Domingo, che tratta i rifugiati alla stregua di schiavi, confinati nei "bateyes" a tagliare le canne da zucchero.

Nel 1804 Haiti è stato il primo paese dell'America Latina ad ottenere l’indipendenza, ribellandosi alla Francia, e il primo paese nella storia con un governo di ex-schiavi di colore ribellatisi ai bianchi colonizzatori, in seguito ad una guerra che qualcuno ha accostato alla Rivoluzione Francese.

Purtroppo oggi Haiti è al 150° posto come indice di sviluppo umano, uno dei paesi più poveri d'America, il 3° paese più corrotto al mondo, ed i governi che si sono succeduti non hanno saputo ricreare una identità nazionale, basandosi invece nell'accentramento del potere fra i soli discendenti bianchi dell’isola.

La famiglia Duvalier, con papà Doc prima e con suo figlio dopo, ha regnato sul paese dal 1957 fino al 1986, sempre sotto controllo degli Stati Uniti che, oltre ad avere occupato Haiti per un breve periodo nei primi del 900, hanno "seguito" le vicende del prete nero, Jean Bertrand Aristide che è stato prima eletto e poi deposto da un golpe militare, ma fatto rientrare nel paese nel 2000, spalleggiato dai marines americani. La sua carica sarebbe dovuta durare fino al 2006 ma una rivolta né ha causato la resa, e la fuga in Africa. Nel 1994, l'intervento statunitense riportò Aristide al potere. Nel 1996 ad Aristide successe il suo alleato nonché ex-primo ministro René Préval.
I loro predecessori morirono durante il mandato, oppure vennero assassinati, deposti, imposti da una potenza straniera o, ancora, portati a prolungare il loro incarico oltre la durata legale del mandato.
Nel febbraio del 2004 il governo di Aristide fu deposto da un gruppo di ribelli armati, guidati da bande urbane precedentemente al servizio del partito presidenziale e da ex-soldati. Quando Aristide lasciò il paese, molti membri del suo governo cercarono rifugio all'estero o preferirono nascondersi, mentre, ancora una volta, gli Stati Uniti intervenivano facendo sbarcare i marines a Port-au-Prince. Dopo la fuga di Aristide, Boniface Alexandre, giudice capo della Corte Suprema, fu nominato presidente da un consiglio, con l'appoggio di Stati Uniti, Canada e Francia.
Le nuove elezioni del febbraio 2006 hanno portato René Préval ad essere rieletto presidente.

La situazione attuale è ancora incerta, vi è un presidente ad interim, che ha preso il posto di Aristide, vari capi della rivolta, ex militari o trafficanti di droga, una popolazione affamata ed i soliti marines che ogni tanto ritornano sentendo la nostalgia del clima haitiano, stavolta in compagnia di soldati francesi, (curioso esempio di collaborazione fra i due paesi in questo momento di post-crisi irachena).

Il deficit è enorme, (Haiti deve pagare quasi 2 milioni di dollari al mese per estinguere i debiti accumulati da dittatori passati) e questo è una reminescenza del pagamento dei danni alla Francia (incredibile!) come condizione necessaria per entrare nel mercato mondiale nel 1825 ed ottenere il riconoscimento di Stato libero. Durante il governo Aristide è stata avanzata la proposta di richiesta alla Francia di 21.6 miliardi di dollari a fronte dei 150 milioni di franchi pagati per risarcire la perdita della colonia, ottenendo però una risposta prevedibile.

La sovranità adesso è passata dal governo nazionale a quella di uno stato straniero, in passato partner e sostenitore di giunte dittatoriali e crudeli, mentre il compito doveva essere affidato alla Minustah, la Missione delle Nazioni unite per la stabilizzazione ad Haïti. La posizione geografica di Haiti, inoltre, è strategica per il controllo di un’area nella quale è presente uno degli avversari storici di Washington, Cuba, e in uno scenario centro-sud del continente americano che mal sopporta le pesanti e tradizionali ingerenze statunitensi.

La decisione presa di passare il governo agli americani, sull’onda dei disordini (la cui entità è ancora da accertare) prodotti dal sisma, non è in nessun modo collegabile con gli eventi, ma mostra una formale ‘annessione’ di Haiti agli Stati Uniti e apre nuovi dubbi sulla politica estera del presidente Obama il quale, in un'intervista a Newsweek ha assicurato: "Siamo a Haiti per una semplice ragione: in momenti di tragedia gli Stati Uniti d’America si fanno avanti e aiutano. Siamo fatti così. Per decenni la leadership dell’America è stata fondata sul fatto che non usiamo il nostro potere per soggiogare altri, lo usiamo per farli rinascere: lo abbiamo fatto con gli ex nemici della Seconda Guerra Mondiale, paracadutando cibo e acqua a Berlino, aiutando la gente della Bosnia e del Kosovo a ricostruire...."

Loro son fatti così, in una cosa il Nobel per la Pace ha ragione.



3 dicembre 2009

Continua la distruzione dell'Afghanistan - ora anche per mano di Obama



Quindici dei diciannove terroristi dell'11 settembre erano sauditi e nessuno di loro era afgano.

Non vi è nessuna prova diretta, di pubblico dominio, che colleghi Osama bin Laden agli attacchi dell'11 Settembre.

Nel migliore dei casi si tratta di prove indiziarie.

Fra queste, forse gli indizi più solidi sono dei presunti bonifici bancari tra un uomo di al-Queda e l'uomo che si dice sia stato il capo dei dirottatori.

Altre prove, le intercettazioni telefoniche, i collegamenti di Mohammed Attà con la Jihad Islamica Egiziana, o il collegamento di altri dirottatori ad al-Queda sono ancora meno solide.

Le prove non vengono valutate in un tribunale, ma servono solo a convincere vari governi nel mondo ad appoggiare la guerra contro il terrorismo condotta dagli Stati Uniti, ed in misura minore ad avere il supporto dell'opinione pubblica.

Dirigenti inglesi e americani hanno fatto sapere di non poter rendere note tutte le prove per motivi di sicurezza.

Nell'asserire che dietro agli attacchi vi sia bin Laden, i dirigenti americani  e inglesi si affidano pesantemente a quello che credono essere il passato di bin Laden e le sue connessioni ad altri attacchi terroristici.

In realtà sostengono che gli attentati facciano parte di una metodologia collegata ad attacchi precedenti, sopratutto la bomba alla nave Cole dell'ottobre 2000, nello Yemen,  e le due ambasciate nell' Africa Orientale nell'Agosto 1998.

E allora, un Uomo che sia Uomo e non criminale deve porsi la domanda: perchè e cosa stiamo facendo in Afghanistan? Io la risposta ve l'ho fornita nei miei precedenti post, non intendo per ora ritornarci.

Il recente discorso di Obama è stato dai contenuti allucinanti e il nostro Governo non ha perso tempo nel dimostrarsi eterno schiavo del padrone uesei.

Uno schifo.



29 novembre 2009

OBAMA, BERLUSCONI E FINI.

                               

 

       Come alcuni di voi già sanno, il “signor” Guzzanti ha rotto col premier accusandolo di aver tradito Washington per vendersi a Mosca e sul suo blog, l’11 settembre scorso, scriveva testualmente: «L’ordine è arrivato dagli USA: Berlusconi va eliminato. (...) A me già lo disse chiaro e tondo l’ambasciatore Spogli, che andai a salutare quando lasciò l’ambasciata di via Veneto: “Vogliamo un’Italia che non dipenda dalla Russia come una colonia e non vogliamo che la Russia incassi una somma di denaro di dimensioni mostruose, che poi Mosca converte direttamente in armamenti militari”. Da allora, un fatto nuovo di enorme gravità si è aggiunto: l’Italia ha silurato il gasdotto Nabucco (che eliminava la fornitura russa passando per Georgia e Turchia) facendo trionfare South Stream, cioè l’oro di Putin. Contemporaneamente Berlusconi organizzava la triangolazione Roma-Tripoli-Mosca associando Gheddafi nell’affare. (...) L’operazione è stata preparata con cura attraverso una campagna mediatica di lavoro al corpo di Berlusconi, basato sulle vicende sessuali, sulle inchieste di mafia e sulla formazione, nell’area moderata, di un’alternativa politica a tre punte: Montezemolo, Casini e Fini. (...) Lo scontro è ravvicinato e mortale. La grande manovra è cominciata, le artiglierie già battono il campo».  II   giorno dopo, per i duri di comprendonio, Guzzanti aggiungeva due particolari illuminanti: «Le grandi inchieste Mani Pulite sono nate dalla polizia USA (non dalla Cia, ma dall’FBI)» e «Il nuovo ambasciatore USA David Thorne, che davanti al Senato USA ha spiegato di essere consapevole dei problemi che dividono USA e Italia, ha reso visita per mezzora a Montecitorio a Gianfranco Fini».


Il Presidente della Camera, chiamato dai camerati del Fronte: “Dietro gli occhiali niente”, ora è sprezzante e pieno di sé come non mai, Fini è oggi sulla rampa di lancio per una nuova e ben più importante investitura. Piace un po’ a tutti e piace a una sinistra ormai incapace di distinguere una patacca da una pepita, ma soprattutto piace agli USA, decisi a sbarazzarsi d’un miliardario che è uscito dal seminato ed è diventato una pietra d’inciampo. E allora fiato alle parolacce demagogicamente proferite di fronte ai giovani immigrati contro chi osa definirli “diversi”, tanto non c’è nessuno a ricordargli che la legge tuttora in vigore contro gli stessi si chiama Bossi-Fini.

L’ex di ogni cosa Gianfranco Fini avrà presto di che consolarsi: accolto a braccia aperte dai guerrafondai yankee, per i quali John Wayne è sempre un mito, verrà forse ricevuto alla Casa Bianca, dove siede uno zio Tom che raddoppia l’impegno militare in Afghanistan, apre un nuovo fronte in Pakistan, non chiude Guantanamo e riceve perfino il Nobel per la Pace, grazie al quale le  forze alleate in Afghanistan raggiungeranno a breve lo stesso numero schierato dai Sovietici durante la loro guerra su quello scenario. Arriveranno a 140.000 uomini. Il Presidente antiwar Obama ha convinto gli alleati a rendere disponibili altri 10.000 combattenti ed il resto, 30.000, ce li mette lui. La California con il suo tasso di disoccupazione non ride e tutti i sudditi di questo Presidente pacifista piangeranno amaramente quando si vedranno appioppare una tassa dell'1% sui redditi fino a 150.000 $ e del 5% oltre questa cifra. Cosa potrà fare di più il Presidente pacifista non si sa, visto che nel 2009 ha autorizzato più di altri 50.000 soldati per l'Afghanistan. Di una cosa possiamo stare certi ed è che Bush non avrebbe fatto di meglio. Complimenti a Barack; tra il dire e il fare......, ma una cosa almeno l'ometto deve averla capita: il Presidente degli Stati Uniti d'America non ha altro "potere" che quello di attuare i programmi, quelli veri, per realizzare i quali è stato finanziato.


fonti:

www.paologuzzanti.it - www.blogghete.blog.dada.net - varie


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. obama berlusconi fini afghanistan nobel per la pace

permalink | inviato da Ale. il 29/11/2009 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa


5 giugno 2008

Mahmoud Ahmadinejad - Obama - Olmert - Bush e una grande farsa

Ahmadinejad - Obama - Olmert - Bush e 
                 una grande farsa

 

     Cosa fa Obama nel suo primo discorso pubblico dopo aver conquistato la nomination per la Presidenza?
Si rivolge alla platea dell’associazione israelo-americana e sentenzia:
sarò "Sempre al fianco di Israele e Gerusalemme deve restare capitale". Mi impegnerò a "eliminare" la "minaccia" che il programma nucleare iraniano rappresenta per Israele e il Medio Oriente. "Non scenderò mai a compromessi quando si tratta della sicurezza del popolo israeliano", ha aggiunto raccogliendo un lungo applauso. Obama ha affermato che "farà tutto il possibile" RIPETENDO PER TRE VOLTE LA PAROLA "TUTTO", per evitare che l'Iran possa entrare in possesso di un ordigno nucleare. "Non esiste più grande minaccia dell'Iran per Israele e per la pace e la stabilità nella regione", ha detto Obama. "Il pericolo posto dall'Iran è così serio e reale che il mio obiettivo sarà eliminare questa minaccia" ha aggiunto il senatore afro-americano. "Lascerò sempre la minaccia di un'azione militare sul tavolo per difendere la nostra sicurezza e quella del nostro alleato israeliano".

     Neanche è Presidente e già sogna la guerra all’Iran, che a questo punto mi sembra scontata. Lo deve, è obbligato nei confronti della lobby ebraica, non si spiega altrimenti perché nel suo PRIMO discorso, invece di ringraziare gli americani e rassicurarli su temi che riguardano la "Nazione", energia, sicurezza, lavoro…alza il tiro contro Ahamdinejad, reo di aver osato inveire contro Israele e il buon Bush.

     Intanto Bush non perde il vizio e, dopo aver incontrato alla Casa Bianca il Premier israeliano, annuncia: l'Iran rappresenta ''una minaccia'' alla pace ed e' ''importante'' che la comunita' internazionale ne prenda atto, e poi: ''E' molto importante che il mondo consideri seriamente la minaccia posta dall'Iran come fanno gli Stati Uniti''. Per Olmert, l’Iran è ''la minaccia principale a ognuno di noi''.

...UNA FARSA... 
     Dopo i "fatti della FAO", come già ho scritto, i manifestanti ebrei hanno sventolato bandiere di Israele al grido di "Israel, Israel". "Dopo le ultime dichiarazioni rilasciate da quel tiranno contro Israele - ha spiegato un portavoce dei manifestanti - abbiamo deciso di venire qui per dichiarare il nostro dissenso alla presenza di Ahmadinejad al vertice. Vogliamo, invece, ringraziare le autorità italiane a cominciare dal presidente del Consiglio Berlusconi che non lo ha ricevuto a Palazzo Chigi e del presidente della Camera Fini che ha deciso di non incontrare l'ambasciatore iraniano". Il portavoce ha inoltre detto che "è apprezzabile anche la posizione assunta dal Vaticano che ha deciso di negare al presidente iraniano l'udienza con il Papa". Quello che però i manifestanti non possono non sapere è che i fatti sono altri.

     Ad Ahamdinejad basterebbe, tanto per cominciare, vietare l'esportazione di petrolio che, facendo una sosta di comodo in Olanda, giunge in Israele proprio da quelll'Iran che vorrà pure la distruzione dello stato ebraico ma intanto ne è il principale fornitore energetico. L’Iran potrebbe anche bloccare i rapporti commerciali tra i due Paesi, per non parlare delle importazioni di armi israeliane. Ricordo pure che in Iraq gli iraniani sono forza di occupazione, insieme agli inglesi, agli americani e agli israeliani e, con questi ultimi, preparano e addestrano battaglioni della morte. Né la "comunità internazionale" è poi così ostile a Teheran; non solo perché l'Iran gode del sostegno interessato di Russia e Cina ma perché sono (pensate un po’) gli inglesi i principali collaboratori al suo programma nucleare. In Italia non sarà ricevuto a cena da Berlusconi o da Frattini, ma si fanno carte false per sedersi al tavolo con lo statista "indesiderato" per mediare (leggasi moltiplicare i dividendi) sul suo sviluppo nucleare. Il tutto è, in gran misura, UNA FARSA.

     Ahmadinejad più coopera con Israele più lo minaccia di estinzione; Israele più coopera con l'Iran più allarma la "comunità internazionale" mettendola in guardia contro questo mostro pericoloso. Intanto lo spettro di un antisemita nuclearizzato compatta le comunità ebraiche mantenendole asservite alle loro oligarchie, in Europa si rinnova lo spettro di un nemico esterno, accarezzando quanto possibile la favola dello "scontro tra religioni", i rapporti internazionali sono tenuti, solo in linea ufficiale, ovviamente, nel lessico e nelllo spirito cari agli americani. E intanto prosegue la macellazione dei palestinesi e degli iracheni, la schiavitù dei tibetani, cresce la fame nel mondo e noi veniamo distratti da autentiche pagliacciate con cui ci nascondono l'essenziale.

fonti:
Adnkronos/Dpa
www.corriere.it 
www.noreporter.org


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bush petrolio ahmadinejad obama olmert fao

permalink | inviato da aleiorio il 5/6/2008 alle 9:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (39) | Versione per la stampa

sfoglia     dicembre        febbraio
 

 rubriche

Diario
politica est.
politica int.
archeologia
cultura e società
pirati
amenità..foto..
arte
storia, misteri, religione
Difesa Personale, Arti Marziali, Discipline da combattimento...

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

ABSPP.ORG
ADNKRONOS
AGORAVOX
ALAIN DE BENOIST
ALJAZEERA magazine
ALTRAINFORMAZIONE
ANARCHISTS.THE.WALL
ANSA
ARAB MONITOR
ARCOIRIS
ARIANNA EDITRICE
AS.ZAATAR
AURORA INF.
AZIONE TRADIZIONALE
BABELMED
BELLACIAO
BEPPEGRILLOBLOG
BODYONTHELINE
CAFEBABEL
CANI SCIOLTI
COC
COMUNITAPOPOLI
CORRIERE
CRITICAMENTE.INF.
DAILALAMA
DECRESCITA FELICE
DI PIETRO A.
DONCHISCIOTTE
DISINFORMAZIONE
E=MCALQUADRATO
EFFEDIEFFE
EMERGENCY
ESPERIA
FORUMPALESTINA
FIORE
FREEGAZA
FULVIOGRIMALDI
GENNARO CAROTENUTO
GIANLUCA FREDA
GIORNALEDEL RIBELLE
GLISCOMUNICATI
GRANDMERE
ILGIORNALE
IL MANIFESTO
ILMATTINO
ILRIFORMISTA
ILSOLE24ORE
INFORMAZIONE.IT
INTERNAZIONALE.IT
IMMEDIA
INFOPALEST.
ILMESSAGGERO
LAPADANIA
LAREPUBBLICA
LIBERAZIONE
IL MANIFESTO
LASTAMPA
LUOGOCOMUNE
L'UOMO LIBERO
MASSIMO FINI
MOVIMENTOZERO
MARCOTRAVAGLIO
MICROMEGA
NADIA
NEOZOTICO
NEWYORKTIMES
NEXUS
NOREPORTER
OPPOSTA DIREZIONE
PICCOLEONDE
PRESSANTE
RACCONTI
RAINEWS24
RITA PANI
SCALPO
SIMONEblogspot
SAIGON
STAMPAELIBERTA'
TERRA SANTA
TERRE LIBERE
VALIGETTA
VITTORIO ARRIGONI
WARNEWS
WIKILEAKS

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom